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L’inizio di un viaggio, la nostra prima tappa.

A circa un’ora di macchina da Torino, dopo distese di pianure verdi interrotte dalle Alpi in lontananza, ci imbattiamo in una biforcazione importante per capire quello che è il Monferrato.

Se svoltassimo verso Nord arriveremmo a Casale Monferrato, nella zona del Basso Monferrato. Lì le colline più dolci hanno fatto per secoli da casa al Grignolino, uva dimenticata dai grandi circuiti del vino ma che negli ultimi tempi sta vivendo un periodo di fama grazie al lavoro dei produttori che hanno saputo valorizzarla e darle una dimensione diversa da quella di vino da tavola.

monferrato vin e nata
Ciliegio in fiore a Costigliole d’Asti.

Se invece proseguissimo con l’auto verso sud, ci dirigeremmo verso il Monferrato Astigiano, anche detto Astesan, una zona cuscinetto tra le altre zone del Monferrato e la Langa.

Per quanto la Barbera sia coltivata ovunque in Piemonte, è in questa zona che ha l’intreccio più incisivo con il territorio ed in cui è diventata la varietà più usata dai produttori.

Che si chiami Barbera d’Asti, del Monferrato o l’importante Nizza DOCG (che comprende 18 comuni attorno a Nizza Monferrato), questo vitigno ha sempre avuto caratteristiche che coincidevano con i bisogni dei contadini di queste zone: facilità relativa di maturazione, generose quantità in tempo di vendemmia ed una rinfrescante acidità di fondo, che lo rende perfetto come vino da pasto. Vini che l’ha nen amstè d’frasca, cioè così buoni da non avere bisogno di pubblicità per essere apprezzati.

D’altro canto la vicinanza alla Langa non è solo geografica: nelle terre dell’Astesan, in particolar modo nella lingua di terra che si trova tra il Tanaro ed il Tinella, si coltivava, ed ancora si coltiva, il Nebbiolo e l’uva a bacca bianca più tipica di quelle zone: l’Arneis.

Noi questa volta abbiamo deciso di guidare verso sud.

Vi aspettiamo.

Ti è piaciuto curiosare insieme a noi tra le colline del Piemonte?
Allora assaggia a casa tua i frutti della nostra preziosa terra!